Sila Epic…quest’anno ancora più epica, dal racconto dei nostri protagonisti

...Monte Botte, la cima più insidiosa del tracciato Epic, con fulmini, tuoni e forte vento in grado di mettere seriamente a repentaglio l'incolumità degli atleti...

Linea di partenza della Sila Epic (Clicca per ingrandire)

Sila Epic, quest’anno è stata davvero una gara epica….con insidie ed avversità che hanno costretto tanti atleti ad alzare bandiera bianca. Tra costoro figurano purtroppo anche i TWIN (coppia) della Bike in Tour Vallo di Diano, che nonostante il superamento di tante avversità meccaniche, sono stati costretti al ritiro a causa di un violento temporale abbattutosi sulla gara e che ha sorpreso la coppia valdianese al km 67, ovvero ai 1870 slm del Monte Botte, la cima più insidiosa del tracciato Epic, con fulmini, tuoni e forte vento in grado di mettere seriamente a repentaglio l’incolumità degli atleti.

Non è un caso se dei circa 350 partenti, solo in 147 hanno concluso la Marathon di ben 107 Km. Tra questi eroi temerari, il nostro Epico Emilio Radesca, salito sul gradino più alto del podio in categoria M6, incurante delle oggettive difficoltà e del rischio ipotermia.

Tornando alla gara c’è da dire che si presenta di alto livello, sia in termini organizzativi che agonistici, oltre a dare l’opportunità ai partecipanti di ammirare paesaggi surreali immersi nel cuore del massiccio della Sila.

 

Pettorale, medaglia e profilo altimetrico (Clicca per ingrandire)

È una gara in cui nulla va lasciato al caso, 107km con 3200 metri di dislivello non sono un gioco, ma una vera impresa per chi a livello amatoriale si cimenta nello sport della MTB. Tutto va preparato nei dettagli, dall’alimentazione, alla messa a punto della bicicletta ed allo studio del tracciato. In questa gara tutto può accadere, così che basta una foratura oppure una caduta e viene compromessa tutta una preparazione fisica e mentale di molti mesi.

Soccorsi molto efficienti alla Sila Epic (Clicca per ingrandire)

Ed un fulgido esempio è proprio la gara TWIN della nostra coppia Campiglia/Cafaro, affiancati dal veterano Paternoster in gara singola. La TWIN è infatti una gara nella gara, poiché la coppia deve passare ai punti di controllo, posti a sorpresa dagli organizzatori, con una distanza mai superiore ai 30 secondi tra le due biciclette. Facile solo in teoria (!). Ed ecco che già al km 5 Palmiro Campiglia scivolava in discesa danneggiando il cambio della sua MTB. Pochi chilometri ed anche Paternoster era costretto ad un pit stop causa foratura, con relativo invito ai compagni di proseguire da soli, per continuare la gara in solitaria sul percorso “Granfondo” di km 54.

Da questo momento la gara in coppia procede a singhiozzo tra i tanti stop forzati dalle continue riparazioni al cambio, che contribuivano a lasciare per strada troppi minuti preziosi (almeno 60 dai vincitori), che si rilevavano poi fatali al km 67. Difatti tutto sarebbe andato diversamente se il temporale avesse sorpreso i nostri portacolori dopo lo scollinamento del Monte Botte, ad una quota che rendesse più tollerabili le avverse condizioni climatiche.
Ed invece, nonostante fino a pochi minuti prima del temporale, il sole la facesse da padrone, al km 64 (momento dell’ennesima revisione del cambio) improvvisamente si alzava il vento ed in pochi minuti, proprio in vetta al Monte Botte (chilometro 67 ) si scatenava l’impossibile, tanto da richiedere l’intervento dei soccorsi per diversi atleti a rischio di ipotermia. Ed è in questa situazione che i Nostri venivano prontamente soccorsi dal personale di gara e dalla Guardia di Finanza, che li ha conduceva alla cabinovia per un veloce rientro al punto di ritrovo a valle.

Dunque una gara davvero Epica, preparata dai due atleti fin nei dettagli, ma compromessa irrimediabilmente da un evento metereologico tanto violento ed imprevedibile alla partenza. Ma a volte le gare danno anche l’amarezza di doversi godere la vista panoramica di una cabinovia di alta montagna, quando sai che altri concorrenti meno competitivi di te stanno giungendo ad un traguardo che hai preparato anche tu da tante settimane.

Podio per Radesca (Clicca per ingrandire)

Ma la “Sila Epic” è la regina delle Marathon MTB del Sud Italia perché richiede di calcolare con largo anticipo anche gli imprevisti, nonché la cura meticolosa dell’alimentazione/idratazione nei giorni precedenti e nei momenti topici della gara. Ferme restando le difficoltà delle salite, l’insidiosità delle discese e dei guadi fluviali. Tuttavia il paesaggio ed i percorsi attraversati dagli atleti ripagano di tutti i sacrifici, e l’organizzazione (onnipresente con ristori ed assistenza tecnica) rende più accessibili tutte le difficoltà.
Siamo certi che Gianpiero e Palmiro torneranno alla prossima edizione per tagliare il traguardo negli stessi 30 secondi, e che magari porteranno a casa il Trofeo prestigioso che spetta alla prima coppia al traguardo.

Gianpiero del resto ci confida che “il percorso della Epic, affrontato in singola, è da provare assolutamente perché rappresenta per un biker l’asticella per misurare le proprie capacità fisiche, motivazionali e di autostima, laddove il confronto è parametrato con gli atleti di massimo livello in Italia. Poi se arriva anche un risultato a podio ancora meglio, vedi il nostro capitano Emilio Radesca. Eppure” – continua – “Il percorso Epic TWIN è ancora più stimolante perché da preparare minuziosamente con il proprio compagno di gara sia dal punto di vista atletico che mentale. Bisogna avere fin dalla preparazione la consapevolezza di non essere soli e che l’inconveniente di uno coinvolge inevitabilmente entrambi. Bisogna aspettarsi nei tratti in salita e discesa, dandosi supporto morale e motivazionale a vicenda nel momento di bisogno (soprattutto nel corso delle lunghe salite di livello molto impegnativo), 107 km sono davvero tanti ed interminabili. È una gara in cui l’omogeneità dei TWIN fa la differenza, scegliere e preparare la gara con un compagno di pari livello consente di divertirsi ed ambire ad un risultato di spessore e magari anche da podio”.

Menzione d’onore Bike in Tour va tuttavia al nostro Francesco Petrizzo, che nella categoria Escursionisti (85 partenti su 27 Km) finisce addirittura terzo assoluto della gara. Ma bravi anche gli altri componenti del team Lasalvia e Paternoster…e tutti coloro che in squadra stanno già puntando alla EPIC 2019.

Cafaro Gianpiero
Stavola Santino

Bike in Tour sull’articolo di MTB Magazine dedicato alla Sila Epic (Clicca per ingrandire)

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Una risposta

  1. Palmiro ha detto:

    Grande articolo

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