Campo di gara: ritorniamo a Ravello per una grande conquista

Alla prima curva non ho il controllo che vorrei e mi rendo conto che devo restare lucido e non rischiare troppo...

Davide ci porta con se in quello che è stato l’evento agonistico enduro che taglia il nastro al Campania Enduro Cup 2018, ecco come ha affrontato l’ Amalfi Coast Terry’s Enduro:

Prima tappa del Campania Enduro Cup, non si poteva scegliere un posto migliore di Ravello per dare inizio alle danze, con la sua vista sul mare mozzafiato e a cavallo di montagne imponenti che nei loro meandri nascondevano Prove Speciali formidabili, frutto dell’intenso lavoro degli amici della Movicoast Sport e Turismo.

Sono partito il sabato mattina per fare la ricognizione pedalata del percorso di gara, nel vero spirito dell’enduro, una disciplina della mountain bike che abbina la resistenza necessaria nei trasferimenti in salita alle abilità più elevate della guida in discesa, su sentieri rocciosi e tecnici, a tratti stretti e con guadi, rilanci e discese ripide e altri sentieri più scorrevoli e veloci, con salti e curve in appoggio naturali. In entrambi i casi guardare lontano per interpretare al meglio il percorso e lasciar scorrere la bici è fondamentale.

E le Prove Speciali di Ravello, i sentieri in discesa che in gara vengono cronometrati e determinano il vincitore, avevano proprio queste caratteristiche. La ricognizione è stata davvero bella, vestito leggero e con il caschetto, ho affrontato tutto il giro in tranquillità e godendomi il paesaggio in salita e i sentieri divertentissimi in discesa, sotto un sole caldo accompagnato da un venticello freschissimo, consapevole che il giorno successivo avrei faticato molto di più.
Relax nel pomeriggio visitando il paese che presenta degli scorci meravigliosi e la sera una bella pizza in compagnia dei ragazzi di Golfotrek del golfo di Policastro e dei Pinetini di Palinuro.

La mattina della gara ero davvero tranquillo e pensavo che in ogni caso mi sarei divertito. Stavolta il trasferimento fino alle prima speciale è più duro del giorno precedente, per via del caldo e del casco integrale e di tutte le protezioni obbligatorie, ma l’ho gestito perfettamente per risparmiare più energie possibili e dare il massimo alla PS1, conoscendo gli altri atleti e scambiando due parole.

Davide P. impegnato sui numerosi passaggi tecnici della PS1 (Clicca per ingrandire)

Si parte ogni 30 secondi, ognuno segue la sua tabella oraria, e così finalmente arriva il mio momento, 5, 4, 3, 2, 1, VIA!!! Si inizia ufficialmente a danzare sui ripidi rocciosi ed esposti aprendo il gas a tutto spiano. Alla prima curva non ho il controllo che vorrei e mi rendo conto che devo restare lucido e non rischiare troppo, sia per non farmi male che per concludere la PS senza bucare, cosa che mi avrebbe fatto perdere minuti preziosi. Allora tenuta a bada l’adrenalina, sorpasso i due concorrenti davanti a me, concludo la discesa con solo qualche errore trascurabile, avrei potuto dare di più ma sono soddisfatto, alla fine otterrò il 6° tempo assoluto sulla PS1.

Il caldo fa bollire la testa sul trasferimento fino alla PS2, ma gestisco le energie, arrivo col giusto anticipo per prepararmi e di nuovo si parte. La PS2 è scorrevole con tornanti a gomito nella prima parte e compressioni da pompare a tutta velocità nella seconda. Sono lucido, guido bene, ottengo il 4° tempo assoluto.

Ed ora siamo alla parte finale ma più dura della gara. Il trasferimento fino alla PS3 è lunghissimo e con parecchi tratti di portage e per non bastare la PS3 è la più lunga con parecchi rilanci pedalati.
Arrivo in cima con una buona scorta di energia e finalmente tocca a me, inizio a spingere forte nei rilanci, la stanchezza si fa sentire nelle gambe e nella testa, arrivo lungo in qualche curva ma correggo la traiettoria e mantengo un’ottima velocità.

A un certo punto però sento un rumore stano al posteriore, mi giro, un legno si è infilato nel cambio, ho paura di spaccare tutto e di perdere tantissimi secondi… e allora con un occhio continuo a guidare veloce e con l’altro guardo dietro cerco di scalciare via il tronchetto, per fortuna riuscendoci dopo una decina di secondi. E allora riprendo a spingere fortissimo, inizio ad intravedere un concorrente davanti, lo supero e dopo un po’ ne vedo un altro in lontananza, il che mi da la carica per andare ancora più veloce fino a riprenderlo a 100 m dalla fine della PS3. Sono contento, ho guidato bene e tenuto sangue freddo, otterrò il 3° tempo assoluto su questa PS, miglior prestazione della giornata.

Il podio, la scenografica veduta sul mare (Clicca per ingrandire)

E adesso non resta altro che il trasferimento finale fino all’arrivo, dove mi aspetta il pasta party e una birretta fresca. Lì all’auditorium di Ravello era una festa, l’enduro è bello per questo, prima, durante e dopo la gara, si ride e si sta in compagnia, con giusto quei tre momenti, dove sei solo te e la tua bici contro il tempo, dove fai vedere chi sei e ti guadagni l’ammirazione degli altri atleti e te a tua volta cerchi di imparare da chi ti ha rosicchiato, chissà dove, una manciata di secondi.

In ricordo di Teresa, una ragazza che non ho conosciuto ma che dalle parole dei suoi amici è meravigliosa e che il giorno della gara ci ha seguiti da lassù, ai primi tre di ogni categoria un piatto stupendo in ceramica decorata a mano, con una mezzaluna che racchiude in modo enigmatico il nome di Teresa e altri significati di emozioni intense.

Classifica generale Amalfi Coast Terry’s Enduro 2018 (Clicca per ingrandire)

Grandissime emozioni al Terry’s Enduro in Costiera Amalfitana, la gara che con il 4° tempo assoluto mi ha assegnato il titolo di Campione Provinciale più veloce di Salerno!

E’ stato un weekend ricco di emozioni e all’insegna di uno sport sano e unico, ora prossimo appuntamento a Giano Vetusto il 27 maggio 2018, continuate a seguirci!

Davide V. Putrino

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